Tracciabilità EUDR

EUDR per le aziende agricole: cosa serve davvero entro il 2026

AgroNorm · · 7 min di lettura

Se produci soia, l'EUDR ti riguarda. Il regolamento europeo contro la deforestazione (Reg. UE 2023/1115) sta arrivando a valle della filiera, e chi ritira il tuo raccolto inizierà a chiederti dati che finora nessuno chiedeva — a partire dalle coordinate dei tuoi campi. La buona notizia: per un'azienda agricola italiana prepararsi è più semplice di quanto sembri. Vediamo cosa serve, senza giri di parole.

Cos'è l'EUDR in due frasi

L'EUDR vieta di immettere sul mercato europeo alcune materie prime — tra cui la soia — se prodotte su terreni deforestati dopo il 31 dicembre 2020. Chi le commercia deve dimostrarlo con una dichiarazione di dovuta diligenza caricata nel sistema informativo UE, che include la geolocalizzazione degli appezzamenti di produzione.

Le materie prime coperte sono sette: soia, bovini, legno, caffè, cacao, gomma e olio di palma. Per una cerealicola del Nord Italia, quella che conta è la soia.

Le date vere (dopo il rinvio)

Con il Regolamento (UE) 2025/2650, pubblicato a fine 2025, l'applicazione è stata rinviata di un anno:

ChiDa quando
Grandi e medie imprese30 dicembre 2026
Piccole e microimprese30 giugno 2027

Attenzione però: queste date valgono per gli operatori — chi immette la merce sul mercato. Ma i grandi acquirenti (consorzi, industrie mangimistiche, trader) devono farsi trovare pronti per primi, e quindi chiederanno i dati alle aziende agricole ben prima delle scadenze. In pratica: la richiesta di geolocalizzazione può arrivarti già con i contratti della prossima campagna.

Cosa ti chiederà chi ritira la soia

Il paradosso italiano: da noi la deforestazione non è un tema — i nostri campi sono campi da generazioni. Ma senza i dati in formato corretto, la soia rischia comunque di non essere ritirabile.

Come prepararsi (in tre mosse)

  1. Digitalizza i confini dei campi. Servono i poligoni in coordinate WGS84 (il formato GPS standard). Se l'azienda usa già un gestionale con la mappa dei settori, questo passo è già fatto.
  2. Collega ogni raccolto ai suoi campi. Ogni camion che parte deve poter dire da quali appezzamenti viene. È la stessa logica del quaderno di campagna, applicata alla raccolta.
  3. Prepara un dossier consegnabile. Quando l'acquirente chiede, devi poter esportare tutto — poligoni, colture, date, quantità — in un formato che il suo sistema digerisce (GeoJSON per i dati geografici, PDF per le persone).

Come lo fa AgroNorm

In AgroNorm i campi sono già poligoni georeferenziati (sono gli stessi che usiamo per il monitoraggio satellitare), ogni lotto di raccolta è collegato ai suoi settori di provenienza, e il dossier EUDR per coltura si genera con un click: confini WGS84, semente utilizzata, trattamenti, DDT di conferimento e dichiarazione, esportabili in GeoJSON e PDF da girare direttamente all'acquirente. Quando la richiesta arriva, la risposta è pronta.

ℹ La normativa EUDR è ancora in evoluzione: la Commissione ha in corso un riesame di semplificazione. Le date riportate sono quelle del Reg. (UE) 2025/2650 alla data di pubblicazione di questo articolo — verificale sempre con il tuo acquirente o la tua associazione di categoria.
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